La prima edizione dell’ “Appennino Bike Tour” si chiude con un bilancio positivo. Guardando al futuro, si pensa ad una programmazione triennale

La prima edizione dell’ “Appennino Bike Tour” si chiude con un bilancio positivo. Guardando al futuro, si pensa ad una programmazione triennale

Macinate 42 tappe, dalla Liguria alla Sicilia, attraverso 14 regioni, 23 province, 296 comuni e 25 parchi nazionali e regionali. E’ tempo di bilanci per “Appennino Bike Tour”, il ciclo-viaggio istituzionale che dal 15 luglio al 25 agosto ha attraversato da Nord a Sud l’intera Dorsale.

Nata col triplice obiettivo di far conoscere le eccellenze della montagna, promuovere l’offerta di servizi turistici esistente in un’ottica di qualificazione delle micro, piccole e medie imprese del terziario, valorizzare i territori adottando modelli di sviluppo sostenibile, rilanciando il patrimonio ambientale dell’Appennino, la più grande pedalata ecologica d’Italia – con tanto di staffetta istituzionale dei sindaci e passaggio del drappo tricolore di municipio in municipio – è partita da Altare (Savona), arrivando fino ad Alia (Palermo).

L’iniziativa, fortemente voluta e coordinata da Vivi Appennino è stata realizzata con il sostegno del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, unitamente al contributo di Confcommercio Imprese per l’Italia e Confcommercio Ascom Bologna.

“Siamo soddisfatti e felici di questa prima edizione – sottolinea Enrico Della Torre – abbiamo percorso 2.600 km su e giù per l’Italia: un tour faticoso ma per niente solitario visto che, strada facendo, al team di Vivi Appennino si sono aggiunti associazioni, pro loco, gruppi sportivi, ciclisti professionisti e amatoriali. Insomma – prosegue l’ideatore del giro – siamo riusciti a coinvolgere istituzioni, organizzazioni imprenditoriali e semplici cittadini potendo contare su tempi organizzativi ristretti: da oggi in poi, come del resto ci è stato richiesto da più parti, la programmazione di “Appennino Bike Tour” diventerà triennale. L’obiettivo è quello di crescere tutti insieme, accendendo i riflettori sull’Appennino e trasformando le strade che abbiamo percorso nel più grande itinerario ciclabile d’Italia”.

“Fin da quando ci è stato presentato, abbiamo capito che il progetto aveva grandi potenzialità – spiega Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente -. L’idea di valorizzare l’Appennino – la montagna che tiene unito il nostro Paese, attraversandolo per intero da Nord a Sud – proponendo un modello di sviluppo che punti principalmente su forme di turismo sostenibile, rispettose dell’ambiente e del territorio, ci è parsa subito una scelta vincente, da promuovere e incoraggiare senza indugi. Per questo, come Ministero, abbiamo sostenuto con piacere l’avventura di “Appennino Bike Tour”, convinti che la progettualità abbia potenzialità importanti, nonché interessanti margini di crescita, che meritano senz’altro di essere recepiti e assecondati nei prossimi anni”.

“Il ciclo-viaggio organizzato da Vivi Appennino ha soprattutto il merito di far riscoprire la Dorsale appenninica, svelandone risorse e bellezze – afferma Enrico Postacchini, Presidente Confcommercio Ascom Bologna -. La montagna, come purtroppo sappiamo bene, vive un momento particolarmente difficile sia sotto il profilo economico, sia sociale: calo demografico e crisi del settore industriale, per quanto evidenti, non possono tuttavia impedirci di lavorare ad una strategia di rilancio dell’Appennino costruita attorno ad alcuni capisaldi. Penso soprattutto al turismo bianco e green, alle bellezze naturali, ai tanti luoghi di interesse storico-artistico: l’esperienza del Bike Tour, da questo punto di vista, rappresenta senz’altro un esempio da prendere a modello, puntando ad un rilancio della vocazione turistica dell’Appennino. Vogliamo che la Dorsale torni ad essere, in tempi brevi, una destinazione ambita perché capace di regalare emozioni uniche a chi la visita”.